
Le origini
Nei primi anni Settanta Italo Di Filippo e Giuseppa Colamarco lasciano Salerno per ritrovare le origini materne di Italo a Cannara.
La campagna umbra li conquista fin da subito: il tempo scorre più lentamente, il caos della città sembra lontano e la vita segue ancora i ritmi della natura. A Cannara molte strade sono ancora in breccia e i campi vengono lavorati con i buoi.
Acquistano il podere di Villa Conversino e, contro il parere di molti contadini del posto, iniziano a impiantare il vigneto.
Come ricorda Italo:
“Abbiamo iniziato a piantare la vigna, prima un ettaro e poi un altro. Per i contadini del posto era una cosa insolita: tutti avevano un piccolo vigneto per produrre il vino di famiglia e coltivavano il resto dei terreni a cereali e foraggio, che secondo loro erano più redditizi. Noi, invece, avevamo le idee chiare: volevamo piantare vigneti per produrre vino. E non ci siamo fatti influenzare da nessuno.”
I primi vigneti
Mentre i nuovi impianti prendono forma, gli altri terreni vengono coltivati a grano, orzo, girasole e barbabietola da zucchero per sostenere gli investimenti necessari alla nascita dell’azienda.
Negli anni Settanta piantare un vigneto richiede pazienza e molto lavoro manuale. Palo dopo palo, Italo e Giuseppa realizzano circa dieci ettari di vigneto, gettando le basi del futuro dell’azienda.


Le prime vinificazioni
Le prime vinificazioni avvengono nel garage di casa. All’inizio degli anni Ottanta viene costruito il primo capannone produttivo nello stabilimento che ancora oggi ospita la cantina.
Nello stesso periodo vengono acquistati i poderi di Santa Lucia e San Nicola. I nuovi impianti consentono all’azienda di raggiungere, all’inizio degli anni Novanta, 22 ettari di vigneto.
Dai grandi formati alle bottiglie
In un primo momento il vino viene commercializzato in damigiane da 28 e 54 litri, consegnate personalmente da Italo in tutta Italia con un vecchio Iveco 50.
“Ci entravano 35 damigiane da 54 litri e 77 damigianette da 28 litri.”
Le damigiane vengono poi sostituite dalle dame da 5 litri e, negli anni Novanta, arrivano le prime bottiglie, segnando un’importante evoluzione commerciale.


Gli anni Novanta
Le loro estati erano fatte di notti trascorse a “impolverare” i vigneti con lo zolfo e di lunghe giornate sotto il sole, accompagnate dal ritmo del tastatore della fresa scavallante. Italo alla guida dell’OM 650 DT Special, Giuseppa con riflessi prontissimi al comando del tastatore che, tramite circuito idraulico, guidava la fresa nella rimozione dell’erba sottofila.
Gli anni Novanta coincidono con il ritorno in azienda del figlio Roberto, dopo gli studi alla Scuola Enologica di Conegliano Veneto.
Con il suo ingresso vengono introdotte tecniche più moderne di gestione del vigneto e della cantina, insieme alla prima linea di imbottigliamento.
Nel 1994 l’azienda intraprende ufficialmente il percorso dell’agricoltura biologica, dando forma a una filosofia che aveva sempre ispirato il lavoro della famiglia.
L’apertura al futuro
Nei primi anni Duemila entra in azienda anche la figlia Emma, portando con sé l’esperienza dell’agricoltura biodinamica.
Nasce la prima sala degustazione e l’azienda apre sempre più le proprie porte all’accoglienza.
Nello stesso periodo vengono acquistati nuovi terreni nel comune di Bevagna, dai quali prendono vita le prime produzioni di Montefalco Sagrantino e Montefalco Rosso.


La terza generazione
Nel 2021 fanno il loro ingresso in azienda Filippo e Francesco, dando vita alla terza generazione della famiglia.
Nasce così il progetto Cantina Di Filippo Organismo Agricolo, che raccoglie l’eredità delle generazioni precedenti e la proietta verso il futuro con una visione sempre più orientata alla sostenibilità.
Un organismo agricolo
Alle pratiche biologiche e biodinamiche si affianca un modello agricolo fondato sull’autosufficienza.
Gli animali allevati in azienda producono fertilizzante naturale che, insieme agli scarti della vinificazione, viene trasformato in compost e restituito ai vigneti.
Oggi questo sistema consente di concimare circa otto ettari ogni anno, con l’obiettivo di estenderlo progressivamente all’intera superficie aziendale.
Anche il foraggio e i cereali destinati all’alimentazione degli animali vengono prodotti internamente. Nascono inoltre l’orto aziendale e un sistema produttivo sempre più circolare, in cui ogni risorsa viene valorizzata.


Innovazione e sostenibilità
Negli ultimi anni l’introduzione di tecnologie 4.0, come centraline meteo e sistemi di monitoraggio dei vigneti, ha reso possibile una gestione sempre più precisa di ogni appezzamento, riducendo di circa il 50% l’impiego degli agrofarmaci consentiti in agricoltura biologica.
Oggi Cantina Di Filippo coltiva 35 ettari di vigneto di proprietà, ai quali si aggiungono 15 ettari in affitto, per un totale di 50 ettari vitati e una produzione di circa 250.000 bottiglie. L’azienda comprende inoltre seminativi, foraggi, oliveti e boschi che contribuiscono alla sua autosufficienza alimentare ed energetica.
Biodiversità e futuro
Dal 2022 il percorso verso una maggiore biodiversità si arricchisce con l’installazione delle prime arnie nei vigneti del Conversino, dopo anni di semina di essenze mellifere. Parallelamente continuano ad ampliarsi gli impianti fotovoltaici e la produzione interna delle sementi destinate al sovescio.
Oggi Cantina Di Filippo unisce il patrimonio di conoscenze costruito in oltre cinquant’anni di storia alle migliori tecnologie disponibili, perseguendo un’agricoltura sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente, affinché anche le generazioni future possano continuare a coltivare questi terreni.

