Rispettare l’ambiente, coniugando l’amore per il proprio lavoro ed una produzione di qualità, ci ha portato, a sperimentare una viticoltura che fosse a basso impattoambientale: stiamo così conducendo un vigneto sperimentale di 4 ettari senza l’utilizzo di macchine, ma quasi esclusivamente con l’aiuto di animali.

Nasce nel 2009 l’idea di inserire i cavalli da lavoro (Draught Horses) in quanto si diminuisce il calpestio in vigna dovuto al passaggio dei trattori, che inevitabilmente compattano e rovinano la struttura del terreno diminuendone la fertilità.

Nelle nostre vigne lavorano:

Olga, la cavalla agricola italiana (TPR), è la più anziana e quindi la veterana

Pioggia, la nuova arrivata, figlia di Olga e Diamante.

Bebè e Diamante, due cavalli Comtoise (di origine francese) gran lavoratori e di grossa mole. Sono estremamente versatili ed insieme ad Olga portano anche i turisti a spasso per la vigna.

Elliot ed Eddy, due cavalli neri Murgesi un po’ più piccoli e dal carattere più “insanguato”, sono in addestramento dal 2016 e promettono di essere degli instancabili lavoratori.

Questa collaborazione tra uomo e animale ha effetti salubri per la natura in quanto, oltre a non compattare il suolo, consente di non inquinare l’ambiente evitando l’uso di combustibile fossile. Inoltre come paragonare il piacere di lavorare nell’ assoluto silenzio ascoltando i sussurri della natura all’ assordante rombo del trattore? Siamo degli inguaribili romantici!

draughthorselogo

 

Sempre nel 2009 nasce l’idea di un controllo e di una pulizia del vigneto completamente affidati agli animali inizialmente su una piccola parcella di pochi filari di vigna e, successivamente, estesa al vigneto sperimentale di 4 ettari.

Le operaie della pulizia del vigneto sono le oche. Per un ettaro, devono essere utilizzate, in proporzione, circa 80-100 animali. Le oche scorrazzano libere e si alimentano dell’erba che cresce spontanea tra i filari. Per ora l’allevamento si tiene su 4 ettari per un totale di 400 oche.

Le nostre oche, sono entrate a far parte di un progetto denominato “Pollo Rurale”, ideato dal professore Cesare Castellini, in collaborazione con i Dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Perugia. Con la loro collaborazione abbiamo scoperto che la carne delle oche così allevate, oltre ad essere più buona, è anche più salubre: l’alimentazione a base di erbe, piuttosto che mangimi, e il movimento che praticano allo stato brado migliorano soprattutto i grassi che hanno un perfetto contenuto in omega 3 ed omega 6.

Il Progetto One goose Revolution

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